Influenza e la lettura psicosomatica

Influenza/Sindrome influenzale e la lettura psicosomatica
L’influenza è lìinfiammazione che interessa il rino-faringe con:
l Intasamento delle fosse nasali per la presenza di muco e quindi difficoltà a respirare
l Difficoltà a deglutire per l’interessamento della faringe
l Sensazione di testa ovattata
l Disturbi dell’udito (sensazione di orecchie ovattate) per l’interessamento delle trombe di Eustachio
l Voce con connotazioni nasali
l Lacrimazione e starnuti ripetuti
l Impossibilità a percepire odori e sapori
Lettura psicosomatica:
Il raffreddore può segnalare che si sta vivendo un
momento difficile dalle sfumature depressive (i
sintomi sono gli stessi di quelli del pianto!).
Probabilmente si fa fatica a prendere una
decisione, non si sa dove sbattere la testa, forse
si ha bisogno di lasciare andare le emozioni
troppo a lungo congelate, si ha paura di
esprimersi, forse anche difficoltà a ricevere la
comunicazione da parte degli altri (orecchie
ovattate), si è perso il gusto della vita.
Le fragilità o le malattie polmonari esprimono in
generale, la difficoltà a gestire le situazioni con il
mondo esterno e il bisogno di liberare le tensioni
accumulate. L’esempio più semplice è quello del
calo di temperatura a inizio inverno. Chi non
reagisce riequilibrando il proprio termometro
interiore prende freddo, per cui il sistema
polmonare diventa fragile e apre la porta per
esempio all’influenza. Oltre alle manifestazioni
associate allo stato influenzale (raffreddore,
febbre ecc.), che riporterò in separata sede, è
molto interessante concentrarsi sulle
manifestazioni e sulle sensazioni di tale stato.
Esso produce infatti tre tipi di sensazioni fisiche
fondamentali: febbre, indolenzimento e
stanchezza. Se ci riflettiamo sopra un po’, lo
collegheremo a un altro momento della nostra
vita in cui si manifestano segni analoghi. È il
momento in cui pratichiamo sport o svolgiamo
un lavoro fisico più intenso del solito.
Avvertiamo allora un innalzamento della
temperatura corporea, indolenzimento e
stanchezza. Durante lo sforzo fisico la
sensazione è di liberazione, di eliminazione delle
tossine fisiche. Nell’ambito dell’influenza, questa
somiglianza tra le manifestazioni indica la
liberazione di tensioni, di vissuti più o meno
difficili che possono essere associati a tossine
interne, fisiche e/o psicologiche. Nel ciclo delle
stagioni è utile ricordare che l’inverno è il
periodo durante il quale l’energia profonda
dell’organismo si ricarica e che la primavera è
quello in cui la vitalità di queste energie
ricaricate esplode. A quanto pare, la natura ha
fatto le cose per bene, perché ci propone
l’influenza durante queste due stagioni: poco
prima dell’inverno per le pulizie per così dire
autunnali e in primavera, in modo da eliminare le
tossine invernali. Lo stato influenzale è di
conseguenza l’espressione della difficoltà a
proteggersi dall’esterno e al tempo stesso della
necessità di liberare le tensioni da esso prodotte
in noi, giacché la sensazione di stanchezza e
d’indolenzimento ci costringe a lasciarci andare.
L’ultima strizzatina d’occhio che desidero fare a
questo proposito riguarda il fatto che, molto
spesso nei giorni precedenti l’influenza, siamo
costipati o incontriamo un po’ più di difficoltà a
evacuare. Tutto torna regolare dopo l’insorgere
della malattia.
Terapia: sedute di psicoterapia per liberarsi dai ricordi e le emozioni negative.


